Tra le azioni più antiche e naturali che l’uomo compie, vi è sicuramente l’uso delle mani a scopo lenitivo; è istintivo porre le mani su un punto del corpo dove si è percepito dolore e praticare un leggero massaggio.

Il ricorso al massaggio, per eliminare la fatica, alleviare il dolore, rilassare, ha origine nella notte dei tempi e sappiamo che era diffuso in molte civiltà antiche.

Rappresentò il metodo più immediato di terapia in quanto, tramite la manipolazione manuale, si svolge un’azione analgesica sulle parti dolenti dell’organismo.

La possibilità di intervenire tramite un’azione sulla periferia del corpo(pelle) è una caratteristica di antiche discipline, come l’Agopuntura e lo Shiatzu.

Nel tempo, si sono sviluppati metodi terapeutici basati sull’impiego mirato delle mani per curare i disturbi più vari. Esistono tecniche di massaggio e manipolazione che appartengono al vasto campo della Medicina Manuale: massaggio connettivale, osteopatia, chiropratica, tecnica dei triggerpoint, ecc..

L’azione positiva del massaggio è quindi un fatto accertato e ci sono innumerevoli teorie che tentano di spiegarne l’azione terapeutica, ma il reale meccanismo d’azione è ancora ignoto nei suoi dettagli.

IL METODO FURTER

Ogni persona esprime in modo diverso ed unico i propri sintomi e sulla base dell’identificazione di questi, si può procedere ad una terapia su misura per il paziente.

Il trattamento viene eseguito nella zona in cui il paziente avverte il malessere, il dolore, il fastidio o anche una diversa sensazione della cute.

Il massaggio viene praticato con le proprie mani e con l’aiuto di uno strumento; la sua particolarità, è che con questi mezzi estremamente semplici, si ottengano risultati evidenti e duraturi.

La tecnica sviluppata dal dott. Furter è il risultato di lunghe ricerche e sperimentazioni volte a trovare il massimo comune denominatore fra tutte le tecniche e discipline che hanno dimostrato efficacia terapeutica, oltre a spunti originali che “personalizzano” la terapia.

Dal 1988, grazie ai suoi risultati evidenti e duraturi, il Metodo Furter si è diffuso in tutta Europa e si afferma nel campo delle Terapie Manuali, grazie anche ai numerosi terapeuti che lo praticano.

LA TECNICA

Base essenziale del Metodo Furter è la continua e spasmodica osservazione e l’ascolto del punto di vista del singolo paziente, punto di vista che racchiude la chiave più preziosa per accedere al completo recupero.

Il Dott. Furter, durante i suoi lunghi anni di pratica, ha infatti osservato che i sintomi lamentati dai suoi pazienti si localizzavano, nella maggior parte dei casi, su una zona precisa del corpo.

Partendo dall’osservazione di questo meccanismo e in anni di studi ed osservazione dei pazienti, il Dott. Furter ha messo a punto una tecnica manuale innovativa che permette d’agire efficacemente e in profondità sui punti chiave di reazione in quella catena che è la malattia.

MECCANISMO D’AZIONE

Molto probabilmente si tratta di un meccanismo di tipo riflesso che coinvolge più sistemi: muscolare, neurorecettoriale, circolatorio, linfatico nervoso, immunitario. Ovvero, attraverso una pressione di tipo meccanico si scatenano una serie di meccanismi a cascata, che portano ad un sollievo dal disturbo e molto spesso alla guarigione totale e stabile. Fondamentalmente abbiamo un’azione centripeta positiva del massaggio, ovvero che va dalla periferia del corpo (pelle) verso l’interno (organi).

Il lavoro è realizzato in parte a livello della cute che è riccamente innervata e sul tessuto connettivale per patologie profonde. Questa pressione cutanea è trasmessa a fondo attraverso il sistema nervoso. In altri casi, il trattamento si effettua sui muscoli ed i tendini.

In questo caso il paziente ci riferisce una sensazione di irradiazione.Questa sensazione è particolarmente frequente quando trattiamo un canale carpale. Il paziente ci dice di avvertire “la corrente” fino alla punta delle dita, altre volte l’azione si esprime solo a livello del polso. In altri casi, evoca una proiezione nell’occhio. Allo stesso modo il paziente può parlare di una sensazione di penetrazione trafittiva a livello del
torace. In altri casi la stimolazione si effettua sui muscoli e i tendini. La nostra azione attraverso il tessuto connettivo è utilizzata in alcuni casi di patologie profonde.

Il metodo del Dott. Furter è l’associazione di 3 regole semplici e il loro apprendimento e straordinariamente rapido.

Le caratteristiche peculiari del metodo si riassumono in un triangolo terapeutico, al cui vertice c’è il dove, la parte più importante e fondamentale che indica con precisione in che zona del corpo si manifesta la malattia e di conseguenza cosa verrà trattato. Il come trattare e quanto trattare sono altrettanto importanti e hanno a che fare con l’abilità e l’esperienza maturate dal terapeuta.

TRE SEMPLICI REGOLE

Il metodo del Dott. Furter è l’associazione di 3 regole semplici e il loro apprendimento e straordinariamente rapido.

Le caratteristiche peculiari del metodo si riassumono in un triangolo terapeutico, al cui vertice c’è il dove, la parte più importante e fondamentale che indica con precisione in che zona del corpo si manifesta la malattia e di conseguenza cosa verrà trattato. Il come trattare e quanto trattare sono altrettanto importanti e hanno a che fare con l’abilità e l’esperienza maturate dal terapeuta.

1° Regola: DOVE TRATTARE

Indicazione del punto doloroso.

La regola del dove trattare è la tappa più importante; è la prima chiave fondamentale del metodo Furter.

Questa tappa necessita, nel 90% dei casi, una stretta collaborazione tra il terapeuta e il paziente, dove il paziente ha il ruolo più importante poiché è lui e lui solo che può identificare precisamente la sede “topografica” del suo problema e questa zona non ha la stessa sensazione tattile che ha una zona considerata sana.

Per alcune malattie (10% dei casi) come le malattie “mute” (insonnia, costipazione, ecc), il paziente è nell’impossibilità di identificare la zona topografica in cui egli avverte il problema, ma con l’esperienza è stata identificata, grazie ad un lavoro di ricerca che è durato molti anni.Nei corsi si mostra un approccio innovativo del “dove e del come trattare” con precisione le zone del corpo.

2° Regola: COME TRATTARE

Trattamento.

Come stimolare la zona specifica. Si tratta di una neurostimolazione progressiva e intensa, esercitata sulla cute e indirettamente su altri tessuti (nervi, muscoli, tessuto connettivo).

L’intensità di questa stimolazione corrisponde alla “soglia di efficacia”, che è il punto chiave del metodo.

In tutti i casi, questo trattamento è estremamente sopportabile e mai brutale.

Le espressioni dei pazienti sono molteplici e tutte descrivono una sensazione di “dolore Buono”.

La formazione permette al terapeuta di acquisire tutte le conoscenze.

3° Regola: QUANTO (QUANTE SEDUTE)

Ogni individuo ha una variabilità personale circa la rapidità di risposta al trattamento.

A QUALI PATOLOGIE SI RIVOLGE?

Il metodo ha poco più di una dozzina d’anni di pratica e ancora non si conoscono quali sono i suoi limiti; ogni volta si hanno risultati per nuove applicazioni.

Il metodo è applicato:

· nella maggior parte delle patologie dell’apparato locomotore:dolori in qualsiasi zona, tendinite, artrosi, cervicalgie, lombalgie, sciatalgie, crampi, stanchezza, dolori ossei, ripercussioni di rotture, capsulite, periartriti della spalla, tunnel carpale, epicondiliti, ecc.; nei mal di testa, emicranie, vertigini;

· in molte patologie dell’apparato digestivo: gastrite ulcera, intolleranza ai prodotti alimentari, ernia iatale, spasmi, esofagite, colite, recto-colite emorragica, malattia di Crohn, diarrea cronica o emotiva costipazione, digestione lenta ecc.;

· nelle patologie dell’apparato urogenitale: mestruazioni dolorose, endometriosi, pesantezza e/o gravità del basso-ventre, incontinenza urinaria, cisti ovariche, prostata non cancerosa.

IL BUON PAZIENTE

Sarà quello che si osserva attentamente e che sia un “chiacchierone”, soprattutto in corso di terapia.

IL BUON TERAPEUTA

Sarà quello che sa ben ascoltare e interrogare il paziente e che osservi il silenzio in corso di terapia, in modo da incoraggiare il paziente ad esprimersi e a guidarlo.

Contrariamente ad altri modi di procedere che presuppongono un medico “che sa” ed un paziente sostanzialmente passivo, il terapeuta che segue la metodologia Furter è avido di sapere, proprio perché è consapevole che “è il paziente che sa” e di conseguenza ha bisogno di raccogliere tutte le informazioni che gli permettano di svolgere al meglio il suo compito.