Relazioni tra l‘ articolazione temporo-mandibolare e il rachide cervicale

L’articolazione temporo-mandibolare è punto di incontro tra la mandibola e il cranio, essa è collocata davanti all’orecchio ed è uno dei distretti corporei più mobili: si parla infatti di 1500-2500 attivazioni della giuntura durante una giornata e con un’ ora soltanto di riposo.

ANATOMIA

L’articolazione temporo-mandibolare è costituita dalla mandibola e dall’osso temporale del cranio, è sigillata da strutture connettive e muscolari le quali permettono di dare a questa articolazione una forza e mobilità incredibile, pensiamo a quante volte al giorno mastichiamo per mangiare e che forza questa deve avere poichè lavora sinergicamente per lo sminuzzamento del cibo, è fondamentale per le funzioni di fonazione, masticazione e deglutizione, e quelle non meno importanti di mimica facciale, respirazione; la condizione della ATM influenza inoltre il sistema tonico posturale. I muscoli che troviamo prendono origine dalla mandibola e si inseriscono sul cranio, oppure dall’osso ioide fino alla mandibola.

L’ATM come altre articolazioni è costituita da una capsula articolare che ingloba il condilo della mandibola e i menischi, il tutto è rinforzato dalla presenza di altre strutture legamentose che vanno ad ancorare la mandibola al cranio donandogli maggiore supporto e stabilità.

Come è possibile vedere dall’immagine queste corde legamentose offrono il passaggio a nobili strutture come arterie e nervi, quindi nel caso di ipertonia ad esempio di un massetere, il quale per sua posizione anatomica va a coprire con le sue due porzioni muscolari queste strutture, potrebbe creare una compressione e di conseguenza successivo dolore.

BIOMECCANICA

L’articolazione temporo-mandibolare è costituita dalla mandibola e dall’osso temporale del cranio, esattamente il condilo mandibolare viene accolto dalla fossa glenoidea del temporale, questa articolazione ha una grande libertà di movimento permettendo tre movimenti:

  • elevazione e abbassamento
  • traslazione
  • protrusione e retrusione.

Gli stessi denti sono anche importanti per il corretto funzionamento dell’ ATM, perché se loro non si trovano in una posizione occlusiva corretta, possono creare stress sufficiente a dislocare il condilo e danneggiare i legamenti e i muscoli del menisco dell’articolazione.

Le sintomatiche legate a questi disturbi sono principalmente:

  • cefalee;
  • vertigini;
  • ronzio;
  • difficoltà a deglutire, sbadigliare e aprire la bocca;
  • dolore continuo;
  • rumori nel movimento di apertura: click, scrosci, rumori a sabbia;
  • rigidità al viso;
  • tensione della zona cervicale;
  • mal d’orecchie e fischi;
  • indebolimento dell’apparato uditivo.

Cosa provoca tali sintomatologie?

  • Bruxismo;
  • fratture del condilo o della mandibola;
  • colpo di frusta;
  • artrosi;
  • artrite;
  • stress;
  • occlusione non corretta della bocca.

L’osteopatia prevede dei trattamenti specifici per l’ATM in quanto è ormai assodata la relazione tra postura e occlusione della bocca. Tale relazione è basata sul comportamento della catene muscolari, della fascia che percorrono tutto il corpo e della dura madre. Ogni atteggiamento scorretto della mandibola viene riversato sulla spina dorsale e nel tratto cervicale; si manifestano di conseguenza lombalgia, torcicolli ed emicranie. Viceversa ogni atteggiamento dell’apparato locomotore viene compensato dall’ATM.

La testa storta o inclinata in cima al tratto cervicale risulta in un disallineamento o disarticolazione dell’ATM nella fossa craniale. Le articolazioni non funzionano correttamente e, durante il processo normale di masticazione, il disco viene intrappolato durante l’apertura e la chiusura della bocca, ed i muscoli del collo e delle spalle subiscono spasmi dolorosi.

Ci sono circa 163 muscoli e legamenti nella zona della testa e del collo che sono usati durante la masticazione, tra di essi esistono tantissime interrelazioni e interconnessioni. C’è un legamento conosciuto come stilomandibolare che gioca un ruolo importante. Questo legamento s’attacca al processo stiloideo sul cranio al di fuori della mandibola (mascella inferiore); in una testa inclinata/storta lo stiloideo può tirare la mandibola causando un Disallineamento dell’ATM.

In genere, la parte più dolorosa della masticazione non è quella collegata alle articolazioni, ma è dovuta allo spasmo muscolare dolorosissimo, ad esempio nei muscoli trapezio e scaleni.

Comunque, quando si capisce il funzionamento dell’ATM e dei Disallineamenti del Tratto Cervicale, si capiscono anche i sintomi dolorosi durante e dopo la masticazione, che certamente potrebbero essere il risultato di una testa fuori dell’asse centrale del collo.

Il collo, che collega il corpo alla testa, è ricco in tantissimi nervi e vasi sanguigni. La compressione di questi ultimi può creare, ulteriormente, problemi ai muscoli scaleni che si estendono vicino al plesso brachiale, alla base del collo.

La vicina relazione dell’ATM al Disallineamento del Tratto Cervicale è assicurata da un esame minuzioso. Quanto più una persona avrà avuto questi due problemi, tanti più danni avrà subito entrambi i meccanismi. Le correzioni possono essere eseguite solo ed esclusivamente da Osteopati qualificati e specializzati.

ATM COME CAUSA DI ALTERAZIONE POSTURALE

Da tempo si discute sul come l’articolazione temporo-mandibolare possa essere causa di problematiche posturali, effettivamente l’enorme quantità di recettori del sistema stomatognatico (sistema che comprende tutte le strutture anatomiche della bocca, dove etimologicamente “stoma, stomatos”=”bocca” e“gnatos”=”mascella”.) e l’elevato numero di contrazioni giornaliere dei muscoli coinvolti sia nella masticazione che nella deglutizione fa pensare bene quanto sia importante questo apparato per la vita dell’individuo.

Tra postura e occlusione ci sono evidenti correlazioni che avvalorano ancora di più la tesi di questo legame, questo è permesso per via di rapporti precisi che il sistema nervoso afferente del sistema stomatognatico ha con le strutture che mantengono il controllo della postura, infatti si è visto come questi stimoli propriocettivi accolti dal nervo trigemino passano attraverso sinapsi ai nervi deputati al mantenimento dell’equilibrio. Infatti se analizziamo perfettamente queste connessioni sinaptiche ci renderemo conto che esse sono collegate meravigliosamente l’una con l’altra, infatti noteremo che il trigemino avrà connessioni attraverso fibre condotte al cervelletto e al vestibolo e sinapsi con il nervo ipoglosso e nuclei oculomotori.

Si è notato che in base alla posizione della mandibola in relazione con il cranio, si assiste a un cambiamento di postura, gli odontoiatri hanno definito il rapporto che la mandibola ha con la mascella in delle classi occlusali, la prima classe corrisponde ad una chiusura fisiologica, la seconda classe invece ad una occlusione non corretta dove la mandibola è molto posteriore rispetto alla mascella, la terza classe definita anche essa non fisiologica corrisponde ad una mandibola molto anteposta rispetto alla mascella.

Alle classi odontoiatriche sono state accostate delle classi posturali la classe 1 è stata associata ad una postura fisiologica dove tutto il corpo non sembra presentare alcun disequilibrio, la seconda classe invece è stata associata ad una postura anteriore cioè sbilanciata in avanti, la terza ad una postura sbilanciata indietro.

Effettivamente tutto sembra coincidere quasi sempre a questa classificazione, anche se spesso in clinica si trovano dei casi che sembrano avere anche dei valori misti dove ad esempio abbiamo un condilo di una emi-mandibola anteriore e un condilo di un’altra emi-mandibola posteriore, siamo davanti dunque a un tipo posturale misto che compenserà tale squilibrio con le sue catene muscolari crociate.

L’osservazione dell’osteopata può essere utile per suggerire l’intervento dell’ortodonzista al fine di modificare l’atteggiamento occlusale e di conseguenza la postura. Il trattamento osteopatico accelera ed ottimizza le soluzioni ortodontiche come apparecchi e protesi. Le tecniche manuali a cui si ricorre sono concentrate sulla colonna vertebrale, sulle articolazioni, sui legamenti e i muscoli della mandibola (massentere e temporale sono quelli più soggetti ad accorciamento). La manipolazione agisce allentando le tensioni e ripristinando la mobilità delle articolazioni.

L’approccio osteopatico prevede, oltre il trattamento della zona dolorante, la ricerca della causa primaria dello scompenso; attraverso i test e l’osservazione si arriva a capire che la forte cefalea può dipendere da una malaocculusione.