Fondatore: Le tecniche di manipolazione esistono fin dall’antichità e si ritrovano in diverse forme di medicina. La specificità della medicina osteopatica risiede nel concetto e nella filosofia con la quale queste manipolazioni sono effettuate.

Principi: La manipolazione ad alta velocità e a bassa amplitudine (H.V.T. – High Velocity Technique) ha lo scopo di portare la mobilità dell’articolazione oltre la barriera motrice, ottenendo così una immediata liberazione dell’articolazione e del suo movimento.
Ha una forte influenza neurologica, oltre che puramente meccanica, in quanto favorisce l’emissione di corretti impulsi dalle e alle terminazioni nervose della parte trattata.

Metodo: Il giusto “thrust”, cioè quello correttivo e non doloroso, dipende dalla corretta scelta dei seguenti parametri: forza, direzione della forza, punto di applicazione della forza, velocità, amplitudine, punto d’appoggio, pressione, trazione, compressione, stabilizzazione del segmento, fase respiratoria, leva, momento, fulcro, inizio e arresto.
La specificità e la rapidità delle manipolazioni consente, più o meno a breve scadenza, il recupero della mobilità articolare. Queste tecniche strutturali, tuttavia, richiedono da parte del paziente uno stato di rilassamento, una fiducia ed una cooperazione molto grande con l’osteopata.

Indicazioni: Ipomobilità articolari e disturbi della fisiologia a loro correlati.

Catene Muscolari
Fondatore: Godelieve Denys-Struyf, D.O.

Principi: I muscoli non entrano mai in gioco singolarmente ma in gruppo. Le “catene muscolari” sono delle sequenze definite di muscoli al cui interno si attua un passaggio preferenziale di tensione. Ogni serie di muscoli scorre sul corpo in modo longitudinale. L’apparato locomotore è coordinato da 5 catene muscolari bilaterali. Il nome di ogni catena deriva dalla topografia anatomica percorsa. Le aponevrosi e le fasce sono gli elementi unificatori dei muscoli che costituiscono le catene muscolari. G. Struyf D.O., osteopata belga, ha il merito di aver precisato la struttura delle catene muscolari; infatti, benché altri autori abbiano precedentemente descritto il concetto di concatenamento, ella ha dettagliatamente presentato l’anatomia delle catene muscolari e l’induzione psicomotoria che vi corrisponde. La coordinazione equilibrata delle diverse catene muscolari permette al corpo di muoversi in armonia. La tensione preferenziale e l’accorciamento di una catena muscolare in modo preferenziale indurrà una specifica alterazione della postura e della meccanica corporea. Diversi autori hanno modificato il lavoro originale dell’ autrice, alterandone il significato originale.

Metodo: Il concetto delle catene muscolari fornisce una chiave di lettura della postura che permette di interpretare in modo preciso le correlazioni fra le diverse lesioni meccaniche, viscerali e psicomotorie presenti nello stesso individuo. G. Struyf D.O. sviluppò una metodica manuale precisa che permette di correggere le tensioni preferenziali instauratesi nei muscoli nel corso della vita dell’individuo.
Sulle catene muscolari l’ osteopata interviene con allungamenti passivi, attivi, tecniche manuali muscolari, eliminando spine irritative anche distanti da dove il problema appare (ad esempio problema oculare che interferisce sulla statica posturale).

Indicazioni: Tutte le alterazioni della postura e della meccanica corporea, delle lesioni viscerali e psicomotorie a loro correlate.
– problematiche del rachide per quanto riguarda le iper-cifosi, iper-lordosi, le scoliosi.
– problematiche periferiche ad esempio un problema alla volta plantare, iperpressione rotulea, ipertonie muscolari (polpacci, glutei, trapezio, ecc..), chiusura delle spalle.
– Spesso su problematiche di epicondilite (gomito del tennista).

Gli “anatomy trains” descritti da Thomas W. Myers rappresentano un utile esempio di descrizione delle catene miofasciali.

La catena Superficiale Posteriore influisce su postura e movimento sul piano sagittale

 

La catena Superficiale Frontale bilancia la catena superficiale posteriore riguardo postura e movimenti sul piano sagittale e protegge gli organi addominali

 

La catena Laterale influenza postura e movimento sul piano frontale (es. sbilanciamenti laterali in flessione)

 

La catena a Spirale (dx e sx) contribuisce a influenza postura e movimento su tutti i piani

 

Le catene degli Arti Superiori dato il loro peso (sono appesi al cingolo scapolo omerale) e le loro molteplici attività influenzano postura e movimento

 

Le catene Funzionali sono per lo più superficiali e stabilizzano posture non di riposo e movimenti complessi (es. gesti sportivi)

 

La catena Profonda Frontale assume un ruolo prioritario nel supporto di postura e movimento

Le catene muscolari secondo F. Mezieres